Raccolta Prove Violazione Patto di Non Concorrenza


Axerta, agenzia investigativa nata nel 1963, svolge indagini e accertamenti probatori per dimostrare il mancato rispetto del patto di non concorrenza su tutto il territorio italiano.

Grazie al metodo di investigazione scientifico, volto alla raccolta di prove certe e oggettive, Axerta è in grado di rilevare e documentare tutte le attività svolte in violazione del patto di concorrenza da parte di un ex socio, dipendente, agente o collaboratore di un’azienda.

Nel caso in cui un’impresa abbia il sospetto che ex dipendenti, soci o collaboratori abbiano violato il divieto di concorrenza (stipulato tramite un patto tra le parti o incluso nel contratto che regola il rapporto di lavoro), spetta all’azienda stessa l’onere della prova per poter intraprendere una causa in giudizio.

La finalità delle indagini è infatti quella di ottenere prove che dimostrino con certezza il mancato rispetto del patto di non concorrenza, per permettere all’azienda di intraprendere un’azione legale per il risarcimento danni.

Al termine delle indagini viene sempre redatta una relazione investigativa che ha valore probatorio; in questo modo l’azienda può tutelarsi e far valere i propri diritti in sede giudiziale, ottenendo un risarcimento del danno subito.


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Il Patto di Non Concorrenza

Che cos’è?
Si tratta di una clausola contrattuale tramite cui il datore di lavoro e il lavoratore si accordano per limitare l’attività dell’ex dipendente una volta terminato il rapporto di lavoro. È quindi un patto, che deve risultare da atto scritto, differente dal contratto di lavoro e autonomo rispetto all’obbligo di fedeltà (art. 2105 c.c.).
Il patto di concorrenza non riguarda solo la concorrenza sleale, ma qualsiasi tipo di attività concorrenziale, anche se lecita. Tramite questo accordo, infatti, viene limitata la possibilità all’ex dipendente o collaboratore di svolgere attività in concorrenza con l’azienda per un determinato periodo ed entro una determinata area geografica al termine del rapporto di lavoro.

Norme e leggi
La normativa di riferimento per il patto di non concorrenza è contenuta negli articoli 2125, 2596 e 1751 bis del codice civile.
La giurisprudenza stabilisce che, per essere valida, la clausola di non concorrenza deve essere redatta in forma scritta, non deve avere una durata superiore a quella stabilita dalla legge italiana (5 anni per dirigenti e 3 anni per gli altri lavoratori), deve includere limitazioni di luogo, tempo e oggetto e deve prevedere per il dipendente una maggiorazione della retribuzione durante il periodo di lavoro che sia proporzionale alla durata dell’obbligo di non concorrenza.

Violazione Clausola di Non Concorrenza e Tutela per le Aziende

Il mancato rispetto del patto di non concorrenza da parte del lavoratore costituisce illecito contrattuale. Il datore di lavoro può quindi agire giudizialmente nei confronti dell’ex lavoratore per ottenere l’adempimento del patto (procedura d'urgenza ex articolo 700 codice procedura civile), nonché il risarcimento dei danni provocati dalla violazione.

Per poter procedere per vie legali è necessario dimostrare l’esistenza di un patto valido ex articolo 21215 del codice civile e la violazione del patto da parte del dipendente. L’onere della prova spetta al datore di lavoro, che per la raccolta di tutte le prove necessarie può avvalersi di investigatori privati.

Il team di Axerta, composto non solo da detective ma anche da avvocati ed esperti in materie giuridiche e tecniche, è in grado di supportare il cliente consigliando la miglior strategia di intervento per ogni specifico caso.


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