Infedeltà, addebito non scontato
pubblicato da michele c. - 03 Maggio 2011
Condividi
Sul ruolo del tradimento nel giudizio di separazione e divorzio la Cassazione ha raggiunto, almeno in apparenza, un primo punto fermo: quando determina la crisi della coppia è anche causa di addebito.
Ma il confine tra questa, che sembra a molti una certezza, e altre sfumature che possono ribaltare il corso della causa è molto sottile. Uno dei casi più eclatanti degli ultimi tempi è quello delle coppie aperte: quando i rapporti sessuali fuori dalla coppia sono un tacito accordo, a nessuno dei partner può essere addebitata la separazione. Allo stesso epilogo si giunge quando uno dei due nasconde all'altro la sterilità: qui il tradimento è giustificato. Ma non è ancora tutto.
I rapporti extraconiugali sono tollerati in caso di presenza fastidiosa e intollerabile della suocera in casa.
Tutto diverso, invece, per i separati in casa. La Suprema Corte ha infatti recentemente sancito che vivere sotto lo stesso tetto, anche se come fratello e sorella, non giustifica la relazione adulterina.
Insomma, non è per niente facile tirare le somme sulla reale posizione della giurisprudenza in fatto di tradimento e separazione. Certo è che la casistica aiuta moltissimo. Questo avviene perchè le norme sul diritto di famiglia e in particolare su questo aspetto sono pochissime e spesso soggette ad interpretazioni.
Coppie aperte. La separazione non può essere addebitata a nessuno dei due coniugi quando l'infedeltà è reciproca ed esiste già, dunque, un contesto di disgregazione fra moglie e marito. Lo ha stabilito la prima sezione civile della Suprema Corte che, con sentenza n. 9074 del 20 aprile 2011, ha respinto il ricorso di un ricco imprenditore milanese che aveva chiesto di addebitare la separazione della moglie per via dell'infedeltà di lei. Ma dalle testimonianze è emerso che il tradimento era da tempo reciproco. Non solo. I due conducevano di fatto una vita separata: abitavano nella stessa casa, ma non coltivavano più gli stessi hobby, nè frequentavano gli stessi amici. Il Tribunale del capoluogo lombardo aveva addebitato la separazione a lei. Poi la Corte d'appello aveva cambiato idea e, con una decisione condivisa dalla cassazione, aveva accolto il gravame della signora, eliminando l'addebito. In particolare la prima sezione civile, richiamando la motivazione di merito, ha respinto il ricorso del marito "mediante un accertamento rigoroso e una valutazione complessiva del comportamento di entrambi i coniugi, quale comprovato dalle richiamate, privilegiate risultanze istruttorie, la Corte di merito ha ineccepibilmente e plausibilmente concluso che la reiterata inosservanza da parte di entrambi dell'obbligo di reciproca fedeltà, pur se ricorrente, non costituiva circostanza sufficiente a giustificare l'addebito della separazione in capo all'uno, all'altro o a entrambi, essendo sopravvenuta in un contesto di disgregazione della comunione spirituale e materiale tra coniugi, quale rispondente al dettato normativo e al comune sentire, e in particolare in un'emersa situazione già stabilizzata di reciproca, sostanziale autonomia di vita, non carraterizzata da affectio coniugalis".
Via: Italia Oggi
Ma il confine tra questa, che sembra a molti una certezza, e altre sfumature che possono ribaltare il corso della causa è molto sottile. Uno dei casi più eclatanti degli ultimi tempi è quello delle coppie aperte: quando i rapporti sessuali fuori dalla coppia sono un tacito accordo, a nessuno dei partner può essere addebitata la separazione. Allo stesso epilogo si giunge quando uno dei due nasconde all'altro la sterilità: qui il tradimento è giustificato. Ma non è ancora tutto.
I rapporti extraconiugali sono tollerati in caso di presenza fastidiosa e intollerabile della suocera in casa.
Tutto diverso, invece, per i separati in casa. La Suprema Corte ha infatti recentemente sancito che vivere sotto lo stesso tetto, anche se come fratello e sorella, non giustifica la relazione adulterina.
Insomma, non è per niente facile tirare le somme sulla reale posizione della giurisprudenza in fatto di tradimento e separazione. Certo è che la casistica aiuta moltissimo. Questo avviene perchè le norme sul diritto di famiglia e in particolare su questo aspetto sono pochissime e spesso soggette ad interpretazioni.
Coppie aperte. La separazione non può essere addebitata a nessuno dei due coniugi quando l'infedeltà è reciproca ed esiste già, dunque, un contesto di disgregazione fra moglie e marito. Lo ha stabilito la prima sezione civile della Suprema Corte che, con sentenza n. 9074 del 20 aprile 2011, ha respinto il ricorso di un ricco imprenditore milanese che aveva chiesto di addebitare la separazione della moglie per via dell'infedeltà di lei. Ma dalle testimonianze è emerso che il tradimento era da tempo reciproco. Non solo. I due conducevano di fatto una vita separata: abitavano nella stessa casa, ma non coltivavano più gli stessi hobby, nè frequentavano gli stessi amici. Il Tribunale del capoluogo lombardo aveva addebitato la separazione a lei. Poi la Corte d'appello aveva cambiato idea e, con una decisione condivisa dalla cassazione, aveva accolto il gravame della signora, eliminando l'addebito. In particolare la prima sezione civile, richiamando la motivazione di merito, ha respinto il ricorso del marito "mediante un accertamento rigoroso e una valutazione complessiva del comportamento di entrambi i coniugi, quale comprovato dalle richiamate, privilegiate risultanze istruttorie, la Corte di merito ha ineccepibilmente e plausibilmente concluso che la reiterata inosservanza da parte di entrambi dell'obbligo di reciproca fedeltà, pur se ricorrente, non costituiva circostanza sufficiente a giustificare l'addebito della separazione in capo all'uno, all'altro o a entrambi, essendo sopravvenuta in un contesto di disgregazione della comunione spirituale e materiale tra coniugi, quale rispondente al dettato normativo e al comune sentire, e in particolare in un'emersa situazione già stabilizzata di reciproca, sostanziale autonomia di vita, non carraterizzata da affectio coniugalis".
Via: Italia Oggi
Le valutazioni dei clienti
(19)
"ho visto il primo dossier Axerta in qualità di controparte. Un lavoro inattaccabile"
Avv. Giuslavorista, Milano
"non pensavo di ottenere prove concrete in 4 giorni di controllo"
Privato, Latina
|
14
MAG
|
|
07
MAG
|
|
30
APR
|
|
26
APR
|
|
24
APR
|










