Addebito della separazione per i separati in casa
pubblicato da michele c. - 30 Giugno 2011
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Chi tradisce rischia l'addebito della separazione anche se separato in casa.
Ecco l'eccezione dell'eccezione: è di aprile una sentenza della Cassazione (numero 8052) con la quale la Suprema Corte ha sposato una inconsueta linea durasul ruolo del tradimento nella causa di separazione di una coppia dove la crisi era di fatto già iniziata.
Secondo i supremi giudici, insomma, il tradimento legittima l'addebito della separazione anche se i due sono separati in casa.
Il caso riguarda una signora che si era trasferita in una mansarda dello stesso immobile, non adempiendo più agli obblighi imposti dal matrimonio. Lei, invece, si era difesa sostenendo che il loro rapporto non era definitivamente chiuso quando lui aveva iniziato la relazione con l'altra. Per questo aveva chiesto la separazione di fronte al tribunale di Como. Non basta. La signora aveva presentato istanza di mantenimento non inferiore a 30.000 €. I giudici avevano accolto e la decisione era stata confermata in appello. Lui fu dunque condannato a versarle € 650 al mese.
Contro questa decisione l'ex marito ha fatto ricorso in cassazione. La prima sezione civile lo ha respinto condividendo le ragioni esposte in sede di merito e chiarendo che "i primi due motivi vanno a loro volta dichiarati infondati, prospettandosi con essi violazioni di legge non riconducibli agli accertamenti di merito contenuti nella sentenza impugnata, la quale muove dal presupposto in fatto, ritenuto acquisito sul piano probatorio e per quanto sopra detto rimasto non adeguatamente censurato in questa sede, secondo il quale prima dell'introduzione nella casa coniugale da parte dell'odierno ricorrente di altra donna, con la quale ebbe inizio una convivenza "more uxorio" senza che fosse ancora iniziato il procedimento di separazione, non vi fosse stata fra i coniugi una vera e propria cessazione della convivenza e una frattura definitiva, tale da rendere già irrecuperabile il rapporto matrimoniale, cosicchè, secondo la corte d'appello, fu proprio l'inizio di detta convivenza la causa della definitiva rottura del rapporto coniugale".
Ecco l'eccezione dell'eccezione: è di aprile una sentenza della Cassazione (numero 8052) con la quale la Suprema Corte ha sposato una inconsueta linea durasul ruolo del tradimento nella causa di separazione di una coppia dove la crisi era di fatto già iniziata.
Secondo i supremi giudici, insomma, il tradimento legittima l'addebito della separazione anche se i due sono separati in casa.
Il caso riguarda una signora che si era trasferita in una mansarda dello stesso immobile, non adempiendo più agli obblighi imposti dal matrimonio. Lei, invece, si era difesa sostenendo che il loro rapporto non era definitivamente chiuso quando lui aveva iniziato la relazione con l'altra. Per questo aveva chiesto la separazione di fronte al tribunale di Como. Non basta. La signora aveva presentato istanza di mantenimento non inferiore a 30.000 €. I giudici avevano accolto e la decisione era stata confermata in appello. Lui fu dunque condannato a versarle € 650 al mese.
Contro questa decisione l'ex marito ha fatto ricorso in cassazione. La prima sezione civile lo ha respinto condividendo le ragioni esposte in sede di merito e chiarendo che "i primi due motivi vanno a loro volta dichiarati infondati, prospettandosi con essi violazioni di legge non riconducibli agli accertamenti di merito contenuti nella sentenza impugnata, la quale muove dal presupposto in fatto, ritenuto acquisito sul piano probatorio e per quanto sopra detto rimasto non adeguatamente censurato in questa sede, secondo il quale prima dell'introduzione nella casa coniugale da parte dell'odierno ricorrente di altra donna, con la quale ebbe inizio una convivenza "more uxorio" senza che fosse ancora iniziato il procedimento di separazione, non vi fosse stata fra i coniugi una vera e propria cessazione della convivenza e una frattura definitiva, tale da rendere già irrecuperabile il rapporto matrimoniale, cosicchè, secondo la corte d'appello, fu proprio l'inizio di detta convivenza la causa della definitiva rottura del rapporto coniugale".
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