Le strutture abitative indivisibili tra ex
pubblicato da michele c. - 30 Aprile 2012
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Con la sentenza numero 30199 del 30 dicembre 2011, una Corte di cassazione ha deciso di privare un padre ed ex marito della possibilità di spartire con l'ex moglie la casa precedentemente assegnata a quest'ultima per abitarci con il figlio, nonostante i suoi studi lo portino per la maggior parte della settimana a vivere altrove.
Questa la decisione presa prima in sede di merito e poi confermata dalla Cassazione nei confronti di un uomo divorziato dalla coniuge già da diverso tempo a seguito di un lungo matrimonio, dal quale è nato un bambino, all'epoca della separazione ancora minorenne, ma oggi già studente universitario. La questione riguarda la divisione di una villa strutturalmente divisibile, assegnata anni prima alla madre e al figlio e privata al padre comproprietario che, in seguito, ha deciso di proporre il frazionamento della struttura in due unità abitative.
La richiesta è stata prontamente respinta dal giudice, che ha giustificato la sua decisione affermando che, assecondandola, l'intero ambiente domestico nel quale il giovane è sempre stato abituato a vivere verrebbe letteralmente sconvolto, stravolgendo tutte le sue abitudini. Inoltre, vanno considerate anche l'ostilità tra i due ex coniugi e l'influenza negativa che il padre eserciterebbe sul figlio stesso. Tutto questo causerebbe una pericolosa minaccia per la serenità dell'ambiente in cui quest'ultimo ha sempre abitato insieme alla madre.
L'agenzia investigativa di Roma Axerta si occupa spesso di casistiche legislative legate all'assegnazione di una casa coniugale a favore di un coniuge piuttosto che a favore dell'altro e cerca di farlo sempre tenendo in considerazione le varie norme sul divorzio che, quando è presente, tendono a dare massima priorità alle esigenze e agli interessi del figlio.
Questa la decisione presa prima in sede di merito e poi confermata dalla Cassazione nei confronti di un uomo divorziato dalla coniuge già da diverso tempo a seguito di un lungo matrimonio, dal quale è nato un bambino, all'epoca della separazione ancora minorenne, ma oggi già studente universitario. La questione riguarda la divisione di una villa strutturalmente divisibile, assegnata anni prima alla madre e al figlio e privata al padre comproprietario che, in seguito, ha deciso di proporre il frazionamento della struttura in due unità abitative.
La richiesta è stata prontamente respinta dal giudice, che ha giustificato la sua decisione affermando che, assecondandola, l'intero ambiente domestico nel quale il giovane è sempre stato abituato a vivere verrebbe letteralmente sconvolto, stravolgendo tutte le sue abitudini. Inoltre, vanno considerate anche l'ostilità tra i due ex coniugi e l'influenza negativa che il padre eserciterebbe sul figlio stesso. Tutto questo causerebbe una pericolosa minaccia per la serenità dell'ambiente in cui quest'ultimo ha sempre abitato insieme alla madre.
L'agenzia investigativa di Roma Axerta si occupa spesso di casistiche legislative legate all'assegnazione di una casa coniugale a favore di un coniuge piuttosto che a favore dell'altro e cerca di farlo sempre tenendo in considerazione le varie norme sul divorzio che, quando è presente, tendono a dare massima priorità alle esigenze e agli interessi del figlio.
Le valutazioni dei clienti
(24)
"ho visto il primo dossier Axerta in qualità di controparte. Un lavoro inattaccabile"
Avv. Giuslavorista, Milano
"non pensavo di ottenere prove concrete in 4 giorni di controllo"
Privato, Latina






