Quando concedere l'assegno divorzile

pubblicato da michele c. - 09 Luglio 2012 Condividi
Nel caso in cui due ex coniugi percepiscano redditi più o meno uguali, uno non può pretendere dall'altro l'assegno di divorzio, nonostante il suo impiego sia più saltuario rispetto a quello del precedente compagno: questo è quanto è stato stabilito nella sentenza n. 45/2012 da una Corte di appello di Ancona, che ha respinto la medesima pretesa fatta da un precario nei confronti dell'ex moglie.

I due presentano situazioni molto analoghe: stipendi di circa mille euro al mese, tenore di vita medio e possedimento di un appartamento ciascuno. Questa stessa condizione generale ha spinto sia i giudici della sentenza di primo grado che la Corte territoriale a non imporre l'assegno a carico della moglie ed a condannare il ragazzo al pagamento dei 1.700 euro di spese processuali.

E' molto importante precisare il fatto che l'assegno di mantenimento risulta completamente diverso dall'assegno divorzile, il cui unico scopo dev'essere quello di fornire un supporto puramente assistenziale. Inoltre, il fatto di stabilire o meno se quest'ultimo spetti davvero dipende dall'effettiva inadeguatezza dei mezzi e delle possibilità del richiedente di mantenere un tenore di vita tale e quale a quello presente durante il matrimonio.

Casi di investigazioni per determinare l'assegno di mantenimento, sia per aumentarlo che per diminuirlo, capitano con frequenza. Sono molte le persone che contattano l'agenzia investigativa di Roma Axerta per indagare su casistiche simili: lo scopo primario è quello di riuscire a fornire alla nostra clientela indizi certi, prove schiaccianti e sicurezze inoppugnabili.

 
 
Indaga. Documenta. Accerta.