Marilena Guglielmetti
Investigatore Criminologo

 


Fare attività di impresa espone a rischi sotto svariati punti di vista; infatti, molte le possibilità in cui i soggetti apicali possono, nell’ambito delle proprie funzioni, esporsi al rischio di essere chiamati a rispondere anche penalmente per le loro azioni. Primario è il settore della salute e sicurezza sul luogo di lavoro, in cui il verificarsi di infortuni, quali lesioni o morte può essere ricondotto alla responsabilità dei soggetti apicali per non aver impedito l’evento, secondo lo schema della responsabilità penale omissiva. I soggetti rilevanti per la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro sono diversi e individuati dal d.lgs. 81/2008 (d’ora in avanti, il “Decreto”). Si tratta, in particolare, del datore di lavoro, del dirigente, del preposto, del responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP) e del medico competente. In particolare, il datore di lavoro riveste una posizione di garanzia, fonte di diversi obblighi di protezione nei confronti dell’incolumità fisica e psicologica dei lavoratori (art. 2087 c.c.). Vine a lui richiesto di prevenire impedendo il verificarsi di eventi dannosi per l’incolumità dei suoi dipendenti. Quando, per colpa, non adempia a tali obblighi, e da tale omissione consegua l’infortunio di un dipendente (ad esempio, morte o lesioni), il datore potrà essere chiamato a rispondere penalmente ai sensi dell’art. 40, comma 2, c.p. per omicidio colposo o lesioni colpose per omissione. Da tale articolo, invero, discende la regola secondo cui non impedire un evento che si ha l’obbligo giuridico di impedire equivale a cagionarlo. Anche alla figura del preposto viene designato dal datore di lavoro per lo svolgimento di mansioni esecutive gestendo un’area di rischio che è circoscritta a quanto conferitogli, ma per la quale può essere chiamato a rispondere. Vigilare, verificare, richiedere osservanza e formarsi sono azioni fondamentali. Segnalazioni tempestive posso evitare derive di responsabilità.

Spesso un supporto investigativo di gestione ed accertamento anche di eventuali sospetti mira proprio a scongiurare derive di una maggiore gravità e pericolosità in un settore come quello della sicurezza sul lavoro, mai sufficientemente presidiato.

Con il nuovo Anno, IL PUNTO si rinnova con una rubrica dedicate alle eccellenze del MADE IN ITALY. Un viaggio affascinante ci porterà a scoprire le storie imprenditoriali dei leaders di mercato di svariati settori, quali food, moda, chimica, rubinetteria, farmaceutica, assicurativo, ecc.

Ci racconteranno la loro vision e mission, cosa li ha portati ad essere leaders, i loro rischi maggiori e come si difendono. Conosceremo gli aspetti legali del tema affrontato attraverso pareri di autorevoli avvocati e professionisti, che approfondiranno il nostro FOCUS. E noi con Loro per una sinergia efficace vi mostreremo come Axerta opera nei vari settori aziendali.

Il viaggio di un grande team, imprenditori, investigatori ed avvocati, uniti nella mission di Axerta di combattere le ingiustizie, che senza mai dimenticare i suoi 60 anni di storia, oggi guarda al futuro con professionalità e concretezza offrendo servizi investigativi sempre al passo con i tempi.

Altri approfondimenti

Corte di Cassazione ordinanza n. 6468/2024

16 Aprile 2024
L’utilizzo da parte del lavoratore dei permessi ex lege n. 104 per attività diverse dall’assistenza al familiare disabile, violando le finalità per cui il beneficio è concesso, costituisce giusta causa di licenziamento. Lo ribadisce la Corte di Cassazione con l’ordinanza 6468/2024. L’assenza dal lavoro per usufruire del permesso deve...

Corte di Cassazione ordinanza n. 6787/2024

16 Aprile 2024
Lo sciopero va ritenuto legittimo se non determina un danno alla produttività, ma solo un eventuale svantaggio alla produzione. Lo precisa la Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 6787/2024. Il pronunciamento si riferisce al licenziamento irrogato ai lavoratori in sciopero per il trasferimento di un collega e sulla decisione...

Corte di Cassazione, ordinanza n. 6827/2024

16 Aprile 2024
È legittimo il licenziamento per giusta causa dei lavoratori che violano le procedure aziendali esponendo l’impresa a sanzioni. Lo stabilisce la Corte di Cassazione con l’ordinanza 6827/2024. Il caso vedeva coinvolti due dipendenti accusati di aver caricato della merce su un mezzo aziendale in modo irregolare, in aperta violazione...