Aree di Investigazione Infedeltà collaboratore Licenziamento per secondo lavoro
Le investigazioni private permettono al datore di lavoro di scoprire se il proprio dipendente svolge al contempo un secondo lavoro ed una simile violazione può comportare il licenziamento con giusta causa.

La poca produttività sul posto di lavoro è un problema che affligge diverse imprese, grandi o piccole. Axerta difende le aziende dai dipendenti infedeli che fanno il doppio gioco, o perché hanno un altro impiego o semplicemente per una carenza di motivazione.

Il datore di lavoro può licenziare con giusta causa un dipendente “fannullone”. La Corte di Cassazione (ex pluribus, 14310/2015) ha ritenuto legittimo il licenziamento con giusta causa come provvedimento disciplinare in caso di “scarso rendimento”.

Se un lavoratore secondo l’azienda produce poco, questo va provato. E l’onere della prova ricade sul datore di lavoro. La prova dello scarso impegno può anche arrivare per via indiretta, con una presunzione: una grande sproporzione – ad esempio un rapporto di 2 a 1 – fra la media dell’ufficio e la produttività del singolo può far presumere una negligenza da parte di questi.

Investigatori privati: cosa succede e come scoprirlo?

Le soluzioni investigative per questo tipo di situazioni sono le stesse con cui si fronteggia il tipico caso di un rappresentante che, fingendosi in trasferta commerciale, svolga commissioni personali o faccia qualsiasi altra cosa.

Ad esempio il falso rapporto delle visite ai medici effettuato dall’Informatore Scientifico configura, nel suo insieme, una grave ipotesi di inadempimento degli obblighi derivanti dal rapporto lavorativo a carico del lavoratore tale da ledere irrimediabilmente il vincolo fiduciario. La rendicontazione delle visite infatti non solo è lo specchio dell’attività compiuta dall’informatore (non altrimenti verificabile dal datore di lavoro), ma rappresenta anche la misura della corretta e fedele prestazione e per tale ragione assume rilievo decisivo nel tipo di rapporto (Tribunale di Castrovillari, ord. 17965/2016).

Quando invece capita di avere a che fare con un dipendente che fornisca la propria prestazione lavorativa a due o più datori di lavoro contemporaneamente. Il caso è di facile soluzione: dimostrare l’infedeltà del dipendente e la rottura del vincolo fiduciario, che deve caratterizzare ogni rapporto di lavoro.

Il provvedimento disciplinare è rimesso alla discrezionalità del datore di lavoro, il quale essendo gravato dall’onere della prova si può affidare ad un’agenzia investigativa per la raccolta delle prove.

Controllo dei doppi incarichi

Una volta appurato che il lavoratore non adempie correttamente agli obblighi previsti dal contratto di lavoro, bisogna capire se è preponderante il profilo di scarso rendimento oppure se la mancata prestazione lavorativa nasconde in realtà un problema di concorrenza sleale.

L’attività lavorativa alle dipendenze di un’impresa in concorrenza con il datore di lavoro costituisce una violazione del divieto di concorrenza sancito dall’art. 2105 c.c., ogni qual volta consista in atti rientranti in prestazioni di carattere intellettuale di notevole autonomia e discrezionalità. Il nocumento che tale attività reca al datore può consistere in un pregiudizio anche soltanto potenziale, essendo sufficiente anche il pericolo del pregiudizio.

La giurisprudenza prevalente interpreta l’obbligo di fedeltà come un dovere di condotta tale da non pregiudicare l’affidamento posto dal datore di lavoro sulla persona del lavoratore. Tale obbligo accessorio si manifesta soprattutto in riferimento allo svolgimento da parte del lavoratore di attività a favore di terzi, anche non in concorrenza con il datore di lavoro.

È utile, per il datore di lavoro che nota una scarsa produttività o comportamenti sospetti, avviare verso quel lavoratore un procedimento disciplinare e una sanzione, invitando ad una maggiore diligenza.

Un precedente disciplinare, detto in altri termini, servirà al giudice per soppesare la congruità del licenziamento per secondo lavoro. Non è invece necessario che la scarsa produttività sia contestata subito. Non si dimentichi però che la tolleranza del comportamento negligente per un certo periodo non rende poi impossibile procedere per via disciplinare.

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