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Licenziamento confermato dalla documentazione raccolta dall’agenzia investigativa: le attività svolte non erano compatibili con il processo di guarigione
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Licenziamento confermato dalla documentazione raccolta dall’agenzia investigativa: le attività svolte non erano compatibili con il processo di guarigione

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Licenziamento legittimo: la Corte conferma i controlli investigativi sui lavoratori

La Corte d’Appello respinge il ricorso di un dipendente che svolgeva attività incompatibili con il proprio stato di salute, confermando che i controlli tramite agenzie investigative sono leciti quando mirano a tutelare l’azienda da comportamenti fraudolenti o dannosi, senza entrare nella verifica della normale prestazione lavorativa.

 

IL CASO

Un lavoratore, assente per malattia e dichiarato temporaneamente inidoneo alla mansione con specifiche limitazioni, viene licenziato per giusta causa dopo che il datore di lavoro accerta lo svolgimento di attività extra-lavorative incompatibili con lo stato morboso e con le prescrizioni mediche. Le condotte vengono rilevate durante periodi di malattia e documentate attraverso un’attività investigativa svolta in luoghi pubblici.

 

IL RICORSO

Il lavoratore impugna il licenziamento sostenendo che le attività svolte durante la malattia non erano idonee a compromettere la guarigione e che il controllo effettuato tramite agenzia investigativa fosse illegittimo. Contesta inoltre che il datore di lavoro non abbia fornito prova concreta dell’incidenza di tali comportamenti sul decorso della patologia.

 

LA RISPOSTA DELLA CORTE

La Corte d’Appello rigetta il ricorso, ritenendo legittimo sia il licenziamento sia il ricorso all’agenzia investigativa. Precisa che il controllo non aveva natura sanitaria né invasiva, ma era finalizzato ad accertare comportamenti extra-lavorativi potenzialmente lesivi degli interessi datoriali. Le risultanze investigative, supportate da documentazione fotografica e non contestate nel merito, dimostrano che le attività svolte dal lavoratore erano idonee a ritardare o aggravare la guarigione, in violazione degli obblighi di correttezza, diligenza e protezione.

 

PRINCIPI RISPETTATI

La Corte ribadisce che l’utilizzo di un’agenzia investigativa è legittimo quando serve a verificare fatti materiali estranei al controllo sanitario e potenzialmente dannosi per l’organizzazione aziendale. Conferma che il lavoratore, anche durante la malattia, è tenuto a comportamenti coerenti con le prescrizioni mediche e con l’interesse del datore di lavoro alla pronta ripresa della prestazione. La violazione degli obblighi di protezione e degli obblighi preparatori può integrare giusta causa di licenziamento quando compromette il rapporto fiduciario e l’esatto adempimento del contratto.

 

PERCHÉ AFFIDARSI A INVESTIGATORI ESPERTI

L’attività investigativa richiede competenze elevate, conoscenza della normativa e capacità di operare nel rispetto di proporzionalità e privacy. Affidarsi a professionisti significa garantire verifiche svolte nel pieno rispetto della legge, con documentazione utilizzabile in giudizio e gestione accurata di prove e procedure, ribadendo anche l’importanza di avere investigatori che siano testimoni preparati, in grado di deporre con lucidità sotto stress.

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