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Spionaggio industriale

Spionaggio industriale

Lo spionaggio industriale può integrare diverse ipotesi di reato quando consiste nell’acquisizione non autorizzata di informazioni riservate, dati aziendali, segreti industriali, documenti commerciali o know-how appartenenti a un’impresa. Può avvenire dall’esterno, attraverso accessi abusivi a sistemi informatici, intercettazioni o furti di dati, oppure dall’interno, tramite dipendenti, soci o collaboratori che trasmettono informazioni sensibili alla concorrenza.

In questi casi, le investigazioni aziendali permettono di ricostruire l’accaduto, individuare eventuali responsabilità e raccogliere elementi probatori utili per tutelare l’azienda in sede giudiziale. Axerta supporta imprese, organizzazioni e studi legali con attività investigative, digital forensic, bonifiche da microspie e controlli su condotte interne illecite.

Che cos’è lo spionaggio industriale

Lo spionaggio industriale è l’attività illecita finalizzata ad acquisire, utilizzare o divulgare informazioni riservate appartenenti a un’altra azienda.

Può riguardare dati commerciali, strategie di mercato, elenchi clienti, listini, progetti, brevetti, processi produttivi, documentazione tecnica, informazioni finanziarie, segreti industriali o know-how aziendale.

Il valore di queste informazioni può essere molto elevato. Per questo motivo, la loro sottrazione può produrre danni economici, reputazionali e competitivi, soprattutto quando vengono utilizzate da concorrenti, ex dipendenti, soci infedeli o soggetti esterni all’organizzazione.

Lo spionaggio industriale è un reato?

Lo spionaggio industriale può assumere rilevanza penale quando le condotte poste in essere integrano fattispecie previste dal Codice penale.

Non esiste un’unica modalità di spionaggio industriale. A seconda del caso, possono venire in rilievo condotte diverse, come l’accesso abusivo a un sistema informatico, la sottrazione di dati, l’intercettazione di comunicazioni, la rivelazione di segreti industriali o la divulgazione di informazioni professionali riservate.

Per questo motivo, ogni episodio deve essere valutato in modo specifico. L’obiettivo è capire quali informazioni siano state acquisite, con quali modalità, da chi, con quale finalità e con quali conseguenze per l’azienda.

Spionaggio industriale esterno e accesso abusivo ai sistemi informatici

Lo spionaggio industriale esterno avviene quando il soggetto che acquisisce informazioni riservate agisce dall’esterno dell’azienda.

Oggi questa forma di spionaggio si realizza spesso attraverso tentativi di accesso non autorizzato alla rete informatica aziendale, ai server, agli account di posta elettronica, ai gestionali o ad altri sistemi digitali in cui sono conservati dati sensibili.

In questi casi può assumere rilievo l’art. 615-ter c.p., relativo all’accesso abusivo a sistema informatico o telematico. La condotta può riguardare sia l’ingresso non autorizzato in un sistema protetto sia la permanenza al suo interno contro la volontà di chi ha il diritto di escludere l’accesso.

Per l’azienda vittima, è fondamentale intervenire rapidamente per ricostruire le modalità dell’accesso, preservare le evidenze digitali e individuare eventuali vulnerabilità sfruttate dall’autore della condotta.

Spionaggio industriale interno e dipendenti infedeli

Lo spionaggio industriale può avvenire anche dall’interno dell’azienda. In questi casi, il rischio non proviene da soggetti estranei, ma da persone che hanno già accesso legittimo a informazioni riservate.

Dipendenti, soci, collaboratori, consulenti o figure interne possono infatti utilizzare il proprio ruolo per copiare, trasmettere o vendere informazioni aziendali alla concorrenza.

Questo scenario è particolarmente delicato perché il soggetto coinvolto può conoscere procedure, archivi, strumenti interni e modalità di controllo dell’impresa. La sottrazione può avvenire attraverso copie digitali, invio di documenti, accessi non autorizzati, utilizzo improprio di dispositivi aziendali o comunicazioni riservate con soggetti esterni.

Segreto industriale e segreto professionale

Quando lo spionaggio industriale coinvolge informazioni tecniche, produttive, commerciali o scientifiche, possono assumere rilievo diverse norme penali.

Tra le ipotesi da valutare rientrano la rivelazione di segreto scientifico o industriale, prevista dall’art. 623 c.p., e la rivelazione di segreto professionale, prevista dall’art. 622 c.p.

La prima fattispecie riguarda la divulgazione o l’impiego di notizie destinate a rimanere segrete, relative a scoperte, invenzioni scientifiche o applicazioni industriali. La seconda può venire in rilievo quando un soggetto rivela informazioni conosciute per ragione del proprio stato, ufficio, professione o arte.

Anche in questo caso, la valutazione deve essere condotta con attenzione, perché la qualificazione giuridica dipende dal tipo di informazione sottratta, dal ruolo del soggetto coinvolto e dalle modalità con cui il dato è stato acquisito o divulgato.

Querela e tempi di intervento

In presenza di sospetti di spionaggio industriale, il fattore tempo è decisivo.

Le ipotesi richiamate possono richiedere la presentazione di querela da parte dell’azienda vittima entro termini specifici. Per questo motivo, è importante rivolgersi tempestivamente a un legale, così da valutare la strategia più corretta e attivare le iniziative necessarie per tutelare i diritti dell’impresa.

Un intervento rapido consente anche di preservare prove digitali, documentare le condotte sospette e ridurre il rischio che dati, dispositivi o tracce informatiche vengano cancellati, alterati o resi inutilizzabili.

Come si accerta uno spionaggio industriale

Accertare uno spionaggio industriale richiede un’attività strutturata, capace di integrare competenze investigative, tecniche e giuridiche.

Le verifiche possono riguardare:

• accessi abusivi a sistemi informatici
• copia o sottrazione di dati aziendali
• invio non autorizzato di documenti riservati
• condotte scorrette di dipendenti, soci o collaboratori
• presenza di microspie o dispositivi di intercettazione
• anomalie nei sistemi informatici
• uso improprio di dispositivi aziendali
• rapporti non dichiarati con aziende concorrenti

L’obiettivo dell’indagine è ricostruire i fatti in modo documentato, individuare eventuali responsabili e fornire all’azienda elementi utilizzabili per le successive azioni legali.

Digital forensic e analisi dei sistemi informatici

Sempre più spesso lo spionaggio industriale avviene attraverso la copia o l’esfiltrazione di dati digitali.

In questi casi, l’analisi forense dei sistemi informatici può essere decisiva per individuare accessi anomali, trasferimenti di file, cancellazioni sospette, utilizzo improprio di account, dispositivi esterni o strumenti di comunicazione.

La digital forensic consente di preservare e analizzare le evidenze informatiche secondo modalità tecnicamente corrette, riducendo il rischio di compromettere la validità della prova.

Può riguardare computer aziendali, server, caselle email, smartphone, dispositivi di archiviazione, sistemi cloud, log di accesso e altri ambienti digitali in cui possono trovarsi tracce dell’attività illecita.

Bonifica da microspie e intercettazioni

Lo spionaggio industriale può realizzarsi anche attraverso intercettazioni telefoniche, telematiche o ambientali.

In questi casi, può essere necessario effettuare una ricerca e bonifica da microspie, microtelecamere, GPS tracker o altri dispositivi nascosti in uffici, sale riunioni, veicoli aziendali, abitazioni, stabilimenti o ambienti sensibili.

La bonifica consente di verificare la presenza di strumenti di ascolto, registrazione o localizzazione installati senza autorizzazione. È un’attività particolarmente utile quando vi sono sospetti di fuga di informazioni, trattative riservate compromesse o dati aziendali conosciuti da soggetti esterni.

Vulnerability assessment e attività preventive

La tutela contro lo spionaggio industriale non riguarda solo l’intervento dopo l’evento illecito. In molti casi, è importante agire in modo preventivo per individuare vulnerabilità e ridurre i rischi.

Le attività preventive possono riguardare:

vulnerabilità informatiche
• debolezze nei sistemi di accesso
• procedure interne non adeguate
• gestione impropria delle autorizzazioni
• comportamenti scorretti di dipendenti o soci
• rischi legati a microspie e dispositivi nascosti
• esposizione di informazioni riservate

Il vulnerability assessment permette di individuare punti deboli tecnici e organizzativi, così da rafforzare la sicurezza aziendale e prevenire nuovi episodi di sottrazione o divulgazione indebita di informazioni.

Le investigazioni aziendali di Axerta

Axerta supporta le aziende nella gestione dei casi di spionaggio industriale attraverso un approccio integrato che combina competenze investigative, tecniche e giuridiche.

A seconda della situazione, l’intervento può includere attività di digital forensic, vulnerability assessment, bonifiche da microspie ambientali o telefoniche, indagini su dipendenti infedeli e verifiche finalizzate a ricostruire la sottrazione di dati o informazioni riservate.

Il team Axerta è composto da investigatori privati, esperti tecnici e professionisti con competenze giuridiche, in grado di aiutare l’azienda a definire la strategia più adatta al caso specifico.

Al termine delle attività viene redatta una relazione investigativa, costruita per documentare i fatti accertati e supportare l’azienda nelle eventuali azioni giudiziali. Quando necessario, gli investigatori possono inoltre intervenire come testimoni nei dibattimenti processuali.

Quando rivolgersi ad Axerta

È opportuno richiedere una consulenza investigativa quando l’azienda sospetta che informazioni riservate siano state sottratte, divulgate o utilizzate senza autorizzazione.

Può essere utile intervenire quando:

• dati aziendali riservati risultano nella disponibilità di concorrenti
• documenti interni sono stati copiati o trasmessi all’esterno
• un dipendente o un socio mostra comportamenti anomali
• emergono accessi sospetti ai sistemi informatici
• informazioni discusse in riunioni riservate diventano note a terzi
• vi sono segnali di intercettazioni ambientali o telefoniche
• l’azienda deve raccogliere elementi probatori per agire in giudizio

Una valutazione tempestiva consente di impostare correttamente l’indagine, proteggere le prove e individuare il percorso più efficace per tutelare l’impresa.

Domande frequenti sullo spionaggio industriale

Lo spionaggio industriale è sempre un reato?

Lo spionaggio industriale può integrare diverse ipotesi di reato, ma la valutazione dipende dalle modalità della condotta. Possono assumere rilievo, ad esempio, l’accesso abusivo a sistemi informatici, la rivelazione di segreti industriali, la rivelazione di segreti professionali o altre condotte illecite collegate alla sottrazione di informazioni riservate.

Quali informazioni possono essere oggetto di spionaggio industriale?

Possono essere oggetto di spionaggio industriale dati commerciali, elenchi clienti, listini, strategie, brevetti, processi produttivi, documenti tecnici, informazioni finanziarie, segreti aziendali e know-how. In generale, il rischio riguarda tutte le informazioni riservate che hanno valore competitivo per l’impresa.

Lo spionaggio industriale può essere commesso da un dipendente?

Sì. Lo spionaggio industriale può essere commesso anche da dipendenti, soci, collaboratori o consulenti che hanno accesso legittimo a informazioni aziendali, ma le utilizzano o le trasmettono in modo illecito. In questi casi si parla spesso di dipendente infedele o di spionaggio interno.

Come si prova uno spionaggio industriale?

Lo spionaggio industriale si prova attraverso la raccolta di elementi documentali, informatici, investigativi e tecnici. Possono essere utili analisi forensi dei dispositivi, verifiche sugli accessi ai sistemi, controlli su comunicazioni e trasferimenti di dati, bonifiche da microspie e indagini sulle condotte dei soggetti coinvolti.

Cosa deve fare un’azienda se sospetta uno spionaggio industriale?

Se un’azienda sospetta uno spionaggio industriale, dovrebbe agire rapidamente, coinvolgere un legale e richiedere una consulenza investigativa specializzata. È importante evitare iniziative improvvisate, preservare le prove e definire una strategia che permetta di documentare i fatti in modo utilizzabile.

Perché affidarsi ad Axerta

Da oltre 60 anni Axerta si occupa di investigazioni aziendali, supportando imprese e organizzazioni nella tutela dei propri diritti, del patrimonio informativo e della sicurezza interna.

Nei casi di spionaggio industriale, un’indagine efficace richiede metodo, competenze tecniche e attenzione alla validità probatoria degli elementi raccolti. Non basta sospettare una fuga di informazioni. Serve ricostruire cosa è accaduto, individuare le modalità della sottrazione, accertare eventuali responsabilità e fornire all’azienda strumenti concreti per agire.

Per valutare un caso di spionaggio industriale, accesso abusivo o sottrazione di dati aziendali, è possibile richiedere una consulenza riservata ad Axerta.

Il metodo

Un metodo unico e coerente con le aspettative delle aziende e degli studi legali: questo è l’elemento differenziante nella value proposition di Axerta, e si articola principalmente attraverso le seguenti fasi.

  1. Valutazione

    Il primo compito di Axerta è raccogliere tutte le informazioni per valutare l’opportunità di procedere, determinando la possibilità di tutelare efficacemente i diritti del cliente.

  2. Strategia

    Prima di ricevere l’incarico Axerta consegna al cliente un pre-progetto con il dettaglio delle azioni da intraprendere e con l’indicazione di costi, tempi e risultati attesi.

  3. Azione

    Il cuore del metodo Axerta è costituito dalle attività di indagine sul campo. Azioni svolte sempre con la massima consapevolezza e competenza.

  4. Verifica

    Axerta affida ogni processo investigativo a un Supervisor che coordina i vari ambiti di indagine. Il Supervisor ha il compito di verificare che tutte le azioni siano svolte in coerenza con la strategia investigativa.

  5. Risultato

    A conclusione delle indagini verrà consegnata al cliente una relazione redatta da avvocati.

Il risultato

L’ultimo step del metodo Axerta consiste nell’elaborazione del dossier finale da parte dei legali interni, corredato di rilievi video e fotografici, al fine di provare le circostanze richieste dopo aver verificato ancora una volta ogni aspetto di legalità e poter serenamente esibire quanto documentato in giudizio.

Il dossier finale è quell’elemento che consente una difesa concreta del cliente, e la sua efficacia è costituita, oltre che dalle prove in esso contenute, dalla competenza legale con la quale è stata coordinata l’indagine e redatto il documento di output.

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