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Licenziamento legittimo per chi lavora durante la malattia e il congedo parentale: via libera ai controlli investigativi.
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Licenziamento legittimo per chi lavora durante la malattia e il congedo parentale: via libera ai controlli investigativi.

 

Avv. Jacopo Moretti
Partner Trifirò & Partners Avvocati

 

 


Una recente sentenza del Tribunale di Modena (n. 890/2025) ha confermato un principio fondamentale per la tutela degli interessi aziendali: l’utilizzo distorto di istituti come la malattia e il congedo parentale legittima il licenziamento per giusta causa. La pronuncia ribadisce inoltre la piena validità delle indagini investigative private per accertare tali abusi.

Il caso: barbiere invece che genitore

La vicenda riguarda un dipendente licenziato per giusta causa dopo essere stato sorpreso a svolgere attività lavorativa presso la propria impresa individuale (un negozio di barbiere) durante i giorni di assenza dal lavoro giustificati da congedo parentale e malattia. Il datore, ricevuta la segnalazione da un collega del lavoratore, aveva incaricato un’agenzia investigativa che ha documentato, tramite report e testimonianze, la presenza attiva del lavoratore nel proprio negozio in diverse giornate. Il dipendente ha impugnato il licenziamento, sostenendo l’illegittimità dei controlli e negando l’addebito. Il Tribunale di Modena ha però respinto integralmente il ricorso, confermando la correttezza dell’operato aziendale.

Il principio chiave: l’abuso del diritto lede la fiducia

Il cuore della decisione risiede nella qualificazione della condotta come “abuso del diritto”. La sentenza ha chiarito che il congedo parentale ha una funzione sociale specifica: garantire la cura e l’assistenza ai figli minori. Utilizzare queste ore per dedicarsi ad altra attività lavorativa non solo frustra la finalità dell’istituto, ma costituisce una grave violazione dei doveri di correttezza e buona fede. Tale comportamento, unito alla simulazione dello stato di malattia (con mancato rispetto delle fasce di reperibilità), è stato ritenuto idoneo a recidere irrimediabilmente il vincolo fiduciario. Non si tratta di un semplice inadempimento, ma di una condotta fraudolenta contraria ai principi di correttezza e buona fede e connotata da evidente disvalore sociale.

Focus sui controlli investigativi

Altro aspetto rilevante della sentenza riguarda la legittimità dei controlli investigativi. Il Tribunale ha respinto le eccezioni del lavoratore sulla violazione della privacy e dello Statuto dei Lavoratori, stabilendo che: (i) il datore di lavoro può avvalersi di agenzie investigative per accertare comportamenti extralavorativi fraudolenti, purché non si controlli l’adempimento della prestazione lavorativa ma la commissione di illeciti; (ii) i report investigativi sono utilizzabili in giudizio come prova, specialmente se confermati, come nel caso di specie, dalle deposizioni testimoniali degli investigatori stessi.

Implicazioni per le aziende

La sentenza offre importanti spunti operativi per la gestione del personale:

  • è possibile ricorrere a investigazioni mirate su comportamenti extralavorativi quando vi siano sospetti fondati di illeciti;
  • l’abuso di istituti come la malattia e il congedo parentale rappresenta una condotta di particolare gravità;
  • il congedo parentale richiede assistenza diretta al minore: l’assenza di cura effettiva integra sviamento dalla funzione dell’istituto;
  • la presenza di attività lavorativa incompatibile con la malattia è idonea a legittimare il licenziamento.

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