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La tutela dei segreti commerciali: credibilità aziendale e vantaggio reputazionale  – a cura di Avv. Licia Garotti
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La tutela dei segreti commerciali: credibilità aziendale e vantaggio reputazionale – a cura di Avv. Licia Garotti



Avv. Licia Garotti

Partner PedersoliGattai





In un mercato sempre più competitivo, il vantaggio non sta solo in ciò che fai, ma anche in come lo fai. Proteggere adeguatamente l’innovazione è un investimento nella continuità e nella competitività dell’impresa. E non si tratta “solo” di una questione di difesa legale, ma è un vero e proprio asset strategico: aumenta la credibilità presso investitori e partner, apre nuove opportunità commerciali, rafforza il posizionamento competitivo sul mercato, migliora l’accesso al credito bancario, crea deterrenza verso comportamenti sleali e incrementa il valore dell’azienda in caso di operazioni societarie.

La protezione dell’innovazione non è necessariamente riservata al brevetto, ma trova un alleato potente anche nel segreto commerciale. Vero e proprio diritto di proprietà industriale ai sensi dell’art. 98 del Codice della Proprietà Industriale, i trade secret sono una risorsa che, se gestita correttamente, bene può rappresentare un vantaggio competitivo duraturo e decisivo per l’impresa.

Qualsiasi informazione aziendale confidenziale, purché abbia un valore economico proprio in quanto sconosciuta al mercato, è virtualmente oggetto di segreto commerciale: può trattarsi di un metodo o di un processo di produzione, della ricetta di un prodotto, di algoritmi, di software o delle conoscenze tecniche accumulate attraverso anni di esperienza; ma anche la lista clienti accuratamente costruita nel tempo e le strategie di sviluppo del business possono rientrare nel cosiddetto know-how qualificato.

La caratteristica fondamentale è semplice: l’informazione, idoneamente perimetrata, deve essere segreta e devono essere state implementate misure (tecniche e giuridiche) ragionevoli per mantenerla tale. Non serve alcuna registrazione né è dovuta alcuna tassa annuale. Il segreto commerciale esiste finché rimane segreto. Con una protezione potenzialmente illimitata nel tempo, il segreto commerciale tutela immediatamente, non appena siano state adottate le misure di salvaguardia appropriate. Si andrà così a coprire anche quelle informazioni che, preziose per un’azienda, non sono tuttavia brevettabili. Si pensi alle liste clienti, alle strategie commerciali, ai processi organizzativi, alle analisi di mercato; a tutto ciò che, non costituendo una soluzione innovativa a un problema tecnico, non è brevettabile, ma deve essere comunque opportunamente protetta. Il segreto commerciale, se compiutamente tutelato, include quindi tutto ciò che ha valore competitivo.

Va allora preferito sempre al brevetto? No, ovviamente. La scelta strategica dipende dalla natura dell’innovazione. Il segreto commerciale è particolarmente indicato quando l’innovazione è difficile da identificare attraverso l’analisi del prodotto finito (cosiddetto “reverse engineering”).

La tutela legale del segreto commerciale esiste, ma funziona solo se si dimostra di averlo effettivamente trattato come tale. Come? Identificando le informazioni che danno realmente valore all’azienda, limitando l’accesso a chi ha effettivamente necessità di conoscerle per svolgere le proprie mansioni (principio del “need to know”); adottando misure di sicurezza fisiche e tecnologiche che siano concrete e proporzionate al valore dell’informazione; e, decisamente non ultimo per importanza, concludendo accordi di riservatezza e di non divulgazione (NDA) specifici e idonei con dipendenti, collaboratori, fornitori, consulenti e con chiunque entri in contatto con le informazioni sensibili.

Quando si sospetta che i segreti commerciali dell’azienda siano stati sottratti o siano a rischio di divulgazione imminente, il tempo è nemico. Esistono però strumenti legali d’urgenza che possono fare la differenza tra salvare il patrimonio informativo e perderlo definitivamente.

Il procedimento di descrizione giudiziale è uno strumento preventivo potente. È una procedura d’urgenza che, una volta autorizzata dal Giudice competente, consente di cristallizzare le prove prima che scompaiano. Un ufficiale giudiziario, normalmente accompagnato da un consulente tecnico nominato dal Tribunale, accede ai locali di un concorrente o di un ex dipendente per descrivere e documentare l’esistenza di informazioni o documenti che si ritiene essere stati sottratti illegittimamente. È un intervento “a sorpresa”, proprio per evitare che nel frattempo le prove vengano distrutte o nascoste.

La descrizione è particolarmente efficace quando si nutre il sospetto fondato che siano stati sottratti file riservati, liste clienti o documentazione tecnica, e siano (o stiano per essere) utilizzati senza autorizzazione, spesso in realtà concorrenti. Il verbale di descrizione diventa una prova documentale solida per eventuali azioni legali successive o, non raramente, per trovare un accordo tra le parti coinvolte.

Anche in questo contesto, le indagini forensi digitali rivestono un ruolo fondamentale nell’immediatezza dell’evento. Al sospetto di una fuga di informazioni, è sostanziale agire rapidamente per verificare cosa sia realmente accaduto. A determinate condizioni, gli esperti forensi possono analizzare computer, server e dispositivi aziendali per ricostruire con precisione il perimetro e la modalità della sottrazione se non, nei casi più gravi, della cancellazione. Questa analisi tecnica non solo fornisce le prove necessarie per agire legalmente, ma consente una valutazione precisa del danno potenziale. Sapere esattamente cosa è stato sottratto consente di prendere decisioni strategiche: quali clienti avvisare, quali procedure modificare, se e come intervenire sul mercato per minimizzare il vantaggio acquisito dal concorrente.

È importantissimo agire tempestivamente. E si può agire tempestivamente solo se le informazioni rilevanti siano state preventivamente oggetto di idoneo processo di tutela.

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