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Cassazione: legittimo l’uso delle agenzie investigative per controlli sui dipendenti
Non basta il sospetto: per tutelare patrimonio e reputazione aziendale, serve documentare in modo chiaro e conforme.
Con la sentenza n. 30821 del 2025 la Cassazione ha confermato che i controlli affidati a un’agenzia investigativa sono pienamente legittimi quando non riguardano la verifica della prestazione lavorativa, ma comportamenti che possano risultare fraudolenti o dannosi per l’immagine e il patrimonio dell’azienda.
IL CASO
La Corte di appello di Bari ha confermato il licenziamento per giusta causa disposto da un Consorzio pugliese, ritenendo fondata la contestazione secondo cui il dipendente, in tre diverse occasioni durante il turno di guardia, aveva fermato l’autovettura e sostato al suo interno o in un bar, mentre dai rapporti di servizio risultava che nello stesso intervallo orario si fosse recato in località differenti. L’agenzia investigativa ha confermato che non seguiva il percorso previsto, rimaneva fermo o inattivo e stazionava in luoghi non compatibili con il servizio.
IL RICORSO
Il lavoratore ha impugnato il licenziamento sostenendo l’illegittimità delle investigazioni private, la mancanza di prove della sua responsabilità, l’errata valutazione dei fatti da parte dei giudici di merito e la natura ritorsiva del provvedimento.
LA RISPOSTA DELLA CORTE
La Cassazione ritiene che i controlli svolti tramite agenzia investigativa fossero pienamente legittimi, perché non mirati a verificare la prestazione lavorativa, ma condotte potenzialmente fraudolente e lesive dell’immagine e del patrimonio aziendale. Inoltre, sottolinea che tali verifiche erano state svolte in luoghi pubblici e che il giudizio sulle prove e sulla credibilità delle testimonianze compete ai giudici di merito e non può essere rivisto in Cassazione.
PRINCIPI RISPETTATI
La sentenza ribadisce alcuni principi fondamentali in materia di privacy, investigazioni e controlli difensivi: il datore di lavoro può avvalersi di investigatori privati quando la finalità è quella di accertare comportamenti illeciti o fraudolenti del dipendente e non la modalità di svolgimento delle mansioni. In questi casi non si applicano i limiti dello Statuto dei Lavoratori sui controlli a distanza, perché l’indagine è orientata alla tutela del patrimonio e dell’immagine aziendale. Inoltre, è confermata la legittimità dell’utilizzo delle prove raccolte dagli investigatori, quando queste riguardano condotte realizzate in luoghi pubblici.
PERCHÉ AFFIDARSI A INVESTIGATORI ESPERTI?
Questa decisione conferma che, in ambito aziendale, l’attività investigativa richiede competenze elevate, conoscenza della normativa e la capacità di operare nel rispetto di proporzionalità, pertinenza e privacy. Affidarsi a professionisti significa garantire verifiche svolte nel pieno rispetto della legge, con metodologie corrette, documentazione utilizzabile in giudizio e gestione accurata di prove e procedure. La sentenza ribadisce inoltre l’importanza di avere investigatori che siano anche testimoni preparati, in grado di deporre con lucidità e precisione anche sotto stress.