
Maurizio Detalmo Mezzavilla
Presidente Axerta S.p.A., Vice Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri emerito
La selce affilata, il bronzo, l’acciaio, la ruota, la polvere da sparo, il motore a vapore e quello a scoppio, l’elettricità, il telefono, internet sono tutte invenzioni che, nei millenni, hanno rivoluzionato, in primis, le capacità militari e, quindi, hanno avuto ampie applicazioni nel mondo civile. La storia dell’uomo, infatti, si compenetra – in gran parte – con quella dei suoi strumenti, nel senso che ogni progresso tecnologico ha spostato in avanti l’orizzonte cognitivo e del possibile, riducendo l’impegno fisico e la fatica, incrementando la produzione, modificando il modo stesso di vivere e di pensare.
Negli ultimi decenni, peraltro, con l’ingresso delle tecnologie digitali ed a seguito del progressivo affermarsi del pervasivo computing, alcuni studiosi sostengono che l’Homo Sapiens Sapiens sta evolvendo – almeno per i nati dopo il 1980 – nell’Homo Zappiens, neologismo che ibrida l’Homo Sapiens con lo skill dello zapping (cfr. Wim VEEN, Celebrating Homo Zappiens: adapting the new ways of learning using ICT, ed. 2002) e nell’Homo Technologicus (cfr. testo di Giuseppe O. LONGO, ed. 2001).
La digitalizzazione ha accelerato i processi e reso possibili modelli organizzativi impensabili fino a meno di un secolo fa: automazione industriale avanzata, sistemi predittivi, piattaforme di comunicazione globale, analisi massive di dati, supply chain tracciate in tempo reale. Inoltre, l’affermazione dell’intelligenza artificiale (IA) ha consentito un ulteriore upgrading della tecnologia che non si limita più a compiti meramente esecutivi, ma concorre – in misura crescente – a funzioni di carattere decisionale; ed è questo un nodo strategico: può la tecnologia e IA da sola determinare un esito virtuoso?
Con riferimento agli incredibili livelli tecnologici oggi raggiunti ed ai progressi conseguiti in tutti i settori produttivi e della vita dell’uomo, torna alla memoria di chi scrive (che già vestendo l’uniforme prima degli anni ’80, è generazioni lontano dagli “homus zappiens”), l’emblematico mito di Dedalo, abile inventore greco, e del figlio Icaro, imprigionati dal re Minosse nel labirinto di Creta. Per fuggire, Dedalo realizzò, mediante una tecnologia – per usare un termine attuale – “altamente innovativa”, delle ali con piume e cera, fermo restando che la fuga si sarebbe potuta realizzare rispettando delle regole e dei limiti nell’uso di quelle applicazioni. Icaro, ebbro di entusiasmo per la libertà acquisita e spinto da giovanile illusione di onnipotenza si avvicinò troppo al sole, il cui calore sciolse la cera determinandone la caduta in quell’area del Mar Egeo che tuttora richiama il suo nome.
Il mito poc’anzi già citato, oggetto nel corso dei secoli di varie interpretazioni, è una metafora attuale, che in realtà ben descrive il nostro tempo: la tecnologia non fallisce o sbaglia perché “cattiva”, ma in quanto mal gestita, utilizzata senza addestramento e senza disciplina, con minore comprensione per le potenziali conseguenze. In ogni settore, tecnologia e IA introducono promesse accattivanti: migliorare la produzione, evitare gli sprechi, contenere i tempi. All’atto pratico, la sinergia tra uomo e tecnologia non è automatica: è invece un equilibrio fragile tra opportunità e limite, tra capacità e rischio. Può produrre vantaggi rilevanti, ma può anche generare nuove vulnerabilità quali, per esempio, dipendenze operative, opacità decisionali, erosione di fiducia, discriminazioni involontarie, esposizioni legali e reputazionali.
Per quando precede e per richiamare il titolo di queste brevi note, la sinergia uomo – tecnologia è un successo solo se governata da regole chiare. L’ordinamento nazionale e il quadro europeo già offrono un perimento di riferimento robusto: i principi di necessità e proporzionalità sono radicati nella Costituzione e nella Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo; il Regolamento UE 2016/679 (GDPR) stabilisce basi giuridiche, minimizzazione, accountability, diritti degli interessati; il D. Lgs. 231/2001 prevede i modelli organizzativi di prevenzione e controllo, nonché le sanzioni connesse alle specifiche violazioni; i presidi in tema di sicurezza per le crescenti minacce cyber sono previsti dal D.L. 82/2021 istitutivo dell’Agenzia Nazionale per la Cybersicurezza e dalla Strategia Nazionale. Inoltre, recenti normative europee sono tese a disciplinare i sistemi ad alto impatto imponendo criteri di trasparenza, sicurezza e tutela dei diritti fondamentali con un chiaro comun denominatore: la tecnologia è legittima ed utile quando è tracciabile, controllabile e responsabilizzante.
La tecnologia costituisce una scelta aziendale che impone visione, disciplina, cultura della prevenzione. L’uomo rimane al baricentro di qualunque progetto perché ha il compito di governarlo definendo scopi, controllando i processi, assumendo responsabilità, preservando diritti e dignità. La macchina può operare i più sofisticati calcoli, ma la legittimità delle decisioni, le priorità, le responsabilità delle conseguenze restano in capo all’umano.
In conclusione, e per richiamare il titolo di queste note, è del tutto evidente che la sinergia sarà un successo solo se ben gestita. Una gestione non adeguata della tecnologia costituisce un moltiplicatore di rischi i cui effetti possono impattare negativamente sulla credibilità dell’azienda e sulla fiducia dei clienti, dei partner, delle istituzioni, dei dipendenti, di fatto annullando i vantaggi ed i benefici introdotti dalla tecnica.
La dimensione della credibilità e fiducia dell’azienda costituisce un capitale il cui enorme valore non è stimabile a priori. In tale contesto, l’apporto professionale fornito da soggetti specializzati come qualificate agenzie investigative possono costituire un presidio strategico a favore dell’impresa; infatti le corporate investigations, laddove svolte con rigore scientifico e metodo, possono coadiuvare l’azienda a correggere anomalie, ricostruire eventi, verificare comportamenti sleali o illeciti, tutelare know–how e reputazione, sempre mantenendo le attività accertative nell’alveo delle norme e nel rispetto dei diritti dei singoli. In sintesi, chi governa l’azienda, sulla base delle evidenze raccolte dall’agenzia, può adottare decisioni difendibili in qualunque sede.
Infine, l’aspetto pedagogico del mito di Dedalo oggi è che il vero progresso non consiste nel costruire ali sempre più sofisticate, ma nel saperle utilizzare con prudenza. La sinergia uomo – tecnologia indubbiamente può essere un successo, ma non quando rincorre il sole bensì quando conosce i propri limiti trasformandoli in sicurezza, affidabilità, futuro.