COMMENTO
a cura di Marilena Guglielmetti – Investigatore Criminologo
L’ordinanza della Corte di Cassazione Civile, Sezione I, n. 1107 del 16 gennaio 2023 (udienza del 9 gennaio 2023), rappresenta una pronuncia pionieristica nel panorama giuridico italiano ed europeo per quanto riguarda la tutela del diritto d’autore sulle opere generate con l’ausilio di sistemi di Intelligenza Artificiale (AI) o software avanzati.
La vicenda nasceva da una controversia in cui un’artista aveva contestato alla RAI la riproduzione non autorizzata di un’immagine frattale (un fiore digitale) utilizzata come scenografia. La RAI sosteneva che l’opera, essendo generata tramite software, non fosse meritevole di tutela autorale in quanto priva di creatività umana diretta.
Questa ordinanza è fondamentale perché è una delle prime in Europa a riconoscere la tutela di opere digitali complesse, segnando un precedente importante nell’era dell’Intelligenza Artificiale generativa. Essa stabilisce che il computer-generated work non è automaticamente escluso dalla protezione se c’è una chiara impronta creativa umana.
Nel caso specifico, la Suprema Corte ha ritenuto che la creazione della “digital art” in questione avesse richiesto una serie di scelte personali dell’autrice, valorizzando l’interazione uomo-macchina.
Un’interazione che rappresenta il Focus del nostro approfondimento che mira ad esprimere con fermezza e supporto legale la centralità dell’Uomo nei processi e nella gestione della tecnologia e dell’AI, come motore di progresso ma allo stesso tempo garanzia di sicurezza.