La differenza tra giusta causa e giustificato motivo (oggettivo o soggettivo) riguarda principalmente la gravità del comportamento contestato al lavoratore e gli effetti sul rapporto di lavoro. Nel caso della giusta causa, il comportamento è talmente grave da compromettere definitivamente il rapporto fiduciario tra azienda e dipendente, rendendo possibile il licenziamento immediato senza preavviso. Il giustificato motivo, invece, può derivare da ragioni disciplinari meno gravi oppure da esigenze organizzative ed economiche dell’azienda.
Cosa si intende per giusta causa?
La giusta causa identifica un comportamento del lavoratore così grave da non consentire la prosecuzione, nemmeno temporanea, del rapporto di lavoro. In questi casi il datore di lavoro può interrompere il rapporto immediatamente, senza obbligo di preavviso.
La nozione di giusta causa trova riferimento nell’articolo 2119 del Codice Civile ed è spesso collegata alla violazione degli obblighi di diligenza, fedeltà e obbedienza previsti dall’articolo 2104 del Codice Civile.
Alcuni esempi di licenziamento per giusta causa
Tra i casi che possono configurare la giusta causa rientrano:
- furto di beni aziendali;
- danneggiamento volontario delle attrezzature;
- falsificazione di documenti o timbrature;
- rifiuto ingiustificato di svolgere le mansioni;
- violazione grave degli obblighi contrattuali;
- comportamenti che compromettono il vincolo fiduciario con l’azienda.
La valutazione dipende sempre dalla gravità concreta del fatto, dal ruolo ricoperto dal lavoratore e dalle conseguenze prodotte all’interno dell’organizzazione.
Cos’è il giustificato motivo?
Il giustificato motivo rappresenta una causa di licenziamento meno grave rispetto alla giusta causa e può essere di tipo soggettivo oppure oggettivo.
Giustificato motivo soggettivo
Il giustificato motivo soggettivo riguarda un inadempimento del lavoratore agli obblighi contrattuali, ma di entità inferiore rispetto alla giusta causa.
Può trattarsi, ad esempio, di:
- ripetute assenze ingiustificate;
- scarso rendimento documentato;
- violazioni disciplinari reiterate;
- comportamenti non conformi alle procedure aziendali.
In questi casi il rapporto di lavoro può essere interrotto, ma resta normalmente dovuto il periodo di preavviso.
Giustificato motivo oggettivo
Il giustificato motivo oggettivo, invece, è legato a esigenze organizzative, produttive o economiche dell’azienda.
Può verificarsi, ad esempio, quando:
- l’azienda chiude un reparto;
- viene soppressa una posizione lavorativa;
- cambiano gli assetti organizzativi;
- si riducono attività o costi aziendali.
In questo caso il licenziamento non dipende da un comportamento del dipendente, ma da esigenze dell’impresa.
Differenza tra giusta causa e giustificato motivo
La principale differenza tra giusta causa e giustificato motivo riguarda il preavviso e la gravità della condotta contestata.
Giusta causa
- Comportamento molto grave
- Rapporto fiduciario compromesso
- Licenziamento immediato
- Natura disciplinare
Giustificato motivo
- Condotta meno grave o esigenze aziendali
- Rapporto ancora teoricamente proseguibile
- Preavviso di licenziamento normalmente dovuto
- Natura soggettiva o oggettiva
Comprendere correttamente questa distinzione è importante sia per le aziende sia per i lavoratori, soprattutto nei casi in cui sia necessario valutare la legittimità di un licenziamento o raccogliere elementi probatori utili.
Quando è utile svolgere verifiche investigative?
In alcune situazioni le aziende possono avere necessità di approfondire comportamenti potenzialmente irregolari del dipendente, soprattutto nei casi di:
- falsa malattia;
- abuso dei permessi;
- violazione dell’obbligo di fedeltà;
- doppio lavoro non autorizzato;
- utilizzo improprio di strumenti aziendali.
Le investigazioni aziendali consentono di raccogliere elementi utili a tutela dell’organizzazione, nel rispetto della normativa vigente e dei diritti del lavoratore.
Domande frequenti su giusta causa e giustificato motivo
La giusta causa prevede il preavviso?
No. Il licenziamento per giusta causa consente l’interruzione immediata del rapporto di lavoro senza obbligo di preavviso, perché il comportamento del lavoratore viene considerato incompatibile con la prosecuzione del rapporto.
Il giustificato motivo può essere economico?
Sì. Il giustificato motivo oggettivo riguarda esigenze produttive, organizzative o economiche dell’azienda, come la soppressione di una mansione o la riorganizzazione interna.
Qual è la differenza principale tra giusta causa e giustificato motivo?
La differenza principale riguarda la gravità della situazione contestata e il preavviso. La giusta causa comporta il licenziamento immediato, mentre il giustificato motivo prevede generalmente il rispetto del periodo di preavviso.
Il datore di lavoro deve dimostrare i fatti contestati?
Sì. In caso di licenziamento disciplinare il datore di lavoro deve poter dimostrare i fatti contestati al dipendente attraverso elementi concreti e verificabili.
Tutelare l’azienda nei casi di licenziamento
Da oltre 60 anni Axerta supporta aziende e organizzazioni nelle investigazioni aziendali e nella tutela dei diritti d’impresa, anche nei casi legati a licenziamenti, violazioni disciplinari e comportamenti potenzialmente illeciti.
Approfondire correttamente la differenza tra giusta causa e giustificato motivo è fondamentale per gestire situazioni delicate nel rispetto della normativa e con adeguati strumenti di verifica.