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Licenziamento per giustificato motivo soggettivo
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Licenziamento per giustificato motivo soggettivo

Licenziamento per giustificato motivo soggettivo: quando si applica e cosa prevede la legge

Il licenziamento per giustificato motivo soggettivo si verifica quando il lavoratore commette un notevole inadempimento degli obblighi contrattuali, tale da giustificare la risoluzione del rapporto con preavviso. Rientra tra le forme di recesso disciplinate dalla normativa sui licenziamenti individuali e si distingue dalla giusta causa per il diverso grado di gravità del comportamento.

Licenziamento per giustificato motivo: quadro normativo

Secondo la disciplina della legge 15 luglio 1966 n. 604, dello Statuto dei lavoratori e della legge 11 maggio 1990 n. 108, il datore di lavoro può recedere dal rapporto attraverso:

Il lavoratore, invece, può dimettersi liberamente senza obbligo di motivazione.

La normativa distingue tra:

  • giusta causa, quando il fatto è talmente grave da non consentire la prosecuzione neppure temporanea del rapporto;
  • giustificato motivo, quando esiste una ragione legata all’organizzazione aziendale oppure un inadempimento rilevante del lavoratore.

L’art. 3 della legge n. 604/1966 stabilisce che il licenziamento per giustificato motivo con preavviso è determinato da:

un notevole inadempimento degli obblighi contrattuali del prestatore di lavoro oppure da ragioni inerenti all’attività produttiva, all’organizzazione del lavoro e al regolare funzionamento di essa.

Cos’è il giustificato motivo soggettivo

Il giustificato motivo soggettivo riguarda comportamenti del lavoratore che configurano un inadempimento di non scarsa importanza, richiamando il principio civilistico secondo cui il contratto può essere risolto quando l’inadempimento è rilevante.

Si tratta quindi di una violazione significativa degli obblighi contrattuali, ma non così grave da interrompere immediatamente il rapporto senza preavviso.

Esempi di giustificato motivo soggettivo

Rientrano in questa fattispecie alcune condotte tipiche, tra cui:

  • insubordinazione verso i superiori
  • assenza ingiustificata prolungata (oltre quattro giorni consecutivi)
  • coinvolgimento in risse all’interno degli spazi aziendali

Questi comportamenti incidono sul rapporto fiduciario e sull’organizzazione del lavoro, giustificando il recesso con preavviso.

Differenza tra giusta causa e giustificato motivo soggettivo

La distinzione principale riguarda la gravità del comportamento e le conseguenze sul rapporto di lavoro.

  • Giusta causa
    • comportamento gravissimo (dolo o colpa molto grave)
    • interruzione immediata del rapporto
    • nessun preavviso né indennità
  • Giustificato motivo soggettivo
    • inadempimento rilevante ma meno grave
    • rapporto prosegue durante il preavviso
    • diritto del lavoratore al preavviso o alla relativa indennità

In sintesi, la giusta causa elimina immediatamente il vincolo fiduciario, mentre il giustificato motivo soggettivo lo compromette in modo significativo ma non irreversibile nell’immediato.

Preavviso e indennità

Nel licenziamento per giustificato motivo soggettivo il datore di lavoro è tenuto a rispettare il periodo di preavviso previsto dal contratto collettivo.

In alternativa:

  • può esonerare il lavoratore dal preavviso
  • deve corrispondere l’indennità sostitutiva di preavviso

Questo elemento rappresenta una delle principali differenze rispetto alla giusta causa.

Il ruolo delle indagini aziendali

La corretta qualificazione dei fatti è centrale nei procedimenti di licenziamento. La raccolta di elementi oggettivi consente di:

  • verificare l’effettiva gravità del comportamento
  • documentare eventuali inadempimenti
  • supportare la legittimità del provvedimento

In questo contesto, le investigazioni aziendali possono contribuire a tutelare l’organizzazione e ridurre il rischio di contenzioso.

Domande frequenti

Quando un comportamento giustifica il licenziamento per giustificato motivo soggettivo?

Quando costituisce un inadempimento rilevante degli obblighi contrattuali, tale da compromettere il rapporto fiduciario ma non da impedirne la prosecuzione immediata.

Serve sempre il preavviso?

Sì, salvo che il datore di lavoro scelga di sostituirlo con un’indennità economica.

Qual è la differenza principale con la giusta causa?

La giusta causa implica una gravità tale da interrompere subito il rapporto, mentre il giustificato motivo soggettivo consente la prosecuzione durante il preavviso.

L’assenza ingiustificata può portare al licenziamento?

Sì, se è prolungata e rilevante (ad esempio oltre quattro giorni consecutivi), può configurare giustificato motivo soggettivo.

Conclusione

Il licenziamento per giustificato motivo soggettivo rappresenta uno strumento intermedio tra la giusta causa e le esigenze organizzative dell’azienda. La sua corretta applicazione richiede una valutazione precisa della gravità dei fatti e un adeguato supporto probatorio.

Un approccio strutturato e documentato consente di gestire il procedimento in modo conforme alla normativa, tutelando sia l’impresa sia la legittimità delle decisioni adottate.

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