Dogliotti 1870 è una storica cantina di Castagnole delle Lanze, nel cuore tra Langhe e Monferrato, che da cinque generazioni produce Moscato d’Asti e grandi vini piemontesi, unendo tradizione familiare, passione artigianale e vocazione internazionale.
L’ azienda opera sia a livello nazionale che internazionale, con il focus sull’Italia che rappresenta il 60% del Mercato.
Fuori dai confini nazionali, oltre ai mercati storici quali Stati Uniti e Nord Europa, è in fase di espansione verso i mercati asiatici, dove il Moscato d’Asti incontra il gusto di molti consumatori.
La storia dell’Azienda ha radici molto profonde che risalgono al 1870, anno di fondazione. Grazie a questo è entrata a far parte delle Imprese Storiche d’Italia.

La Mission aziendale trae ispirazione dalla potenzialità del territorio piemontese, ora riconosciuto patrimonio Unesco, luogo incantevole intriso di fascino e cultura. L’impegno dell’Azienda consiste nel valorizzarlo a pieno attraverso la coltivazione ecosostenibile del terreno al fine di ottenere una qualità elevata dell’uva e produrre così vini di prestigio con il fine di farli conoscere in Italia e nel mondo intero.
La cantina si ispira a valori centenari, con un’attenzione in particolare:
- Equilibrio tra tradizione e innovazione, con cura dalla vigna alla bottiglia
- Produzione artigianale e attenzione alla qualità ad ogni fase
- Rispetto del territorio e delle tecniche tramandate nel tempo
- Visione internazionale senza dimenticare le radici locali
La storia nasce a Castiglione Tinella, era il 1870: i fratelli Giuseppe e Marcello Dogliotti fondano l’Azienda in un piccolo paese in provincia di Cuneo.
In quel momento ha inizio la vinificazione del Moscato d’Asti con metodi semplici ma già capaci di conquistare medaglie e riconoscimenti nei concorsi enologici.
Nel 1929 Luigi Dogliotti (seconda generazione della Famiglia) trasferisce la piccola cantina a Castagnole delle Lanze, facendo conoscere il Moscato d’Asti oltre i confini italiani, fino in Francia e Svizzera.
Generazione dopo generazione, la tradizione vitivinicola si è affinata, ampliando la gamma dei vini e migliorando ulteriormente la qualità. Oggi i cugini e rappresentanti della quinta generazione Erik, Ivan e Matteo guidano l’azienda, combinando esperienza, entusiasmo e visione.
La filosofia aziendale si basa sulla convivenza tra tradizione e innovazione: valorizzare i grandi classici del passato integrandoli con la modernità, nel pieno rispetto del territorio e della natura, prestando la massima attenzione alla qualità fin dalla vigna.
Fulcro centrale dell’Azienda sono il Moscato d’Asti e la Barbera d’Asti, vini che hanno unito cinque generazioni accomunate dalla passione per la coltivazione di questi vitigni e dalla costanza nella ricerca per raggiungere livelli qualitativi sempre maggiori.

La tradizione e l’innovazione convivono in tutti i vini. Nel rispetto della storia che ci ha portato fino a qua, amiamo sperimentare nuovi blend e nuove tecniche di vinificazione.
Un esempio lampante è il nostro Moscato d’Asti, Selezione di Erik.
Volevamo dare un’interpretazione personale al Moscato d’Asti destinandolo, con ottimi risultati, all’invecchiamento, contrariamente a quanto stabilito dalla tradizione che lo vuole vino da bere giovane e fresco.
La nostra Azienda è da sempre attenta alle sfide del mercato e all’esigenza dei consumatori finali. Per questo motivo siamo in fase di sperimentazione e produzione di nuovi vini, soprattutto spumanti.

Tra i vini in produzione, particolare attenzione la rivolgiamo all’ultimo nato dalle mani dell’enologo Erik: l’Alta Langa. Si tratta dell’unica denominazione piemontese interamente dedicata alla produzione di vino spumante metodo classico. È prodotto a partire da uve Pinot nero e Chardonnay, esclusivamente millesimato, e con un lungo tempo di affinamento in bottiglia sui lieviti: almeno 30 mesi.
I dati sono positivi: il Consorzio Alta Langa chiude il 2025 con un percorso di crescita, presenza istituzionale e consolidamento della denominazione, confermando in modo sempre più forte il ruolo delle Alte Bollicine Piemontesi come riferimento internazionale del metodo classico italiano.
L’anno si chiude con 179 soci del Consorzio, tra viticoltori e aziende produttrici, mentre gli ettari vitati sono saliti a 500 e le bottiglie frutto di questa vendemmia potenzialmente atte a potersi fregiare della denominazione Alta Langa DOCG sono 3,5 milioni. Positive anche le vendite di questo 2025, che si attestano al +11,5% sull’anno precedente, superando il tetto dei 2 milioni di bottiglie contrassegnate.
Se il nostro mercato principale è da sempre casa nostra, l’Italia, l’estero sempre di più ci apre orizzonti e sfide da cavalcare con attenzione e sinergie strategiche. Il mercato, infatti, ci pone davanti a difficoltà legate alle esportazioni.
La scelta di un nuovo mercato o di un nuovo Paese di sbocco commerciale è sempre una decisione di tipo strategico. Un’analisi preliminare dei mercati ed un’indagine approfondita che quantifichi il rischio paese di destinazione è oramai imprescindibile.

Operare con paesi esteri, nel export dei nostri prodotti in paesi dove il Made in Italy certamente rappresenta un plus sotto ogni punto di vista, ma dove spesso, distanza, poca conoscenza delle normative e dei territori, rappresentano un aspetto di rischio e vulnerabilità.
Esportare il Made in Italy in sicurezza richiede una rigorosa due diligence doganale e contrattuale per verificare l’origine dei prodotti, rispettare le normative locali e tutelare il marchio. È fondamentale analizzare il mercato, gestire la conformità dei documenti (es. codice EORI) e selezionare partner affidabili e consulenze ad hoc per evitare sanzioni, mancati pagamenti e frodi.
La nuova “Legge Made in Italy” del 2024 rafforza la tutela del marchio, rendendo la due diligence un passo cruciale per la competitività internazionale.
La corretta gestione della documentazione rappresenta un aspetto critico per il successo dell’export, che può determinare la fluidità delle operazioni commerciali e il rispetto delle normative internazionali.
Verifiche preliminari di pertinenza, classificazione del livello di rischio rispetto ai regimi di controllo delle esportazioni di prodotti rappresentano una scelta di riduzione del rischio da non sottovalutare.
