
Dott.ssa Marilena Guglielmetti
Investigatore Criminologo
Il Piemonte è una delle eccellenze vinicole mondiali, con oltre 19 DOCG (il numero più alto in Italia), con vini che già dai nomi nascondono curiosità affascinanti. Il Nebbiolo, che matura tardi in ottobre tra le nebbie, da cui prende il nome, l’Arneis, “capriccioso” perché in dialetto piemontese significa piccolo birbante, proprio per la sua difficoltà nella coltivazione, ancora vini eroici, come il Ramie, un vino che nasce su pendenze estreme!
Ma si potrebbe continuare a lungo…e poi le nostre bollicine, che hanno dato vita all’Alta Langa DOCG.
Un Consorzio giovane con radici antiche. Nato nel 2001, il Consorzio Alta Langa riunisce oggi oltre 100 case spumantiere e 90 viticoltori, uniti da un progetto comune: produrre uno spumante metodo classico di grande qualità, identitario e profondamente legato al territorio.
Le radici antiche ci portano nei primi decenni dell’Ottocento. In quel tempo così lontano i conti di Sambuy introdussero il vitigno Pinot in Piemonte, come sperimentazione e per diversificare la produzione. Alla metà del XIX secolo il marchese Leopoldo Incisa della Rocchetta aggiunse alcuni vitigni francesi nella sua collezione ampelografica, tra cui il Pinot nero importandolo direttamente dalla Borgogna. Il nuovo vitigno suscitò però scarso interesse nei viticoltori locali. Si diffuse in modo più consistente solo verso la fine del secolo grazie all’opera di due pionieri: Giovanni Boschiero e Carlo Gancia che ne favorirono la diffusione nel circondario di Asti e nell’area di Canelli per la produzione dei loro pregiati spumanti metodo classico. Nella città di Canelli a cavallo tra Ottocento e Novecento prese avvio una florida produzione spumantistica, che portò alla realizzazione di imponenti strutture ipogee atte alla conservazione delle bottiglie in affinamento, le cosiddette Cattedrali Sotterranee che dal 2014 sono riconosciute come parte del 50° sito italiano patrimonio UNESCO “Paesaggi vitivinicoli del Piemonte: Langhe-Roero e Monferrato”.
Nel corso del XX secolo il Piemonte divenne il principale produttore di spumanti con aziende che hanno contribuito significativamente alla storia enologica italiana: F.lli Gancia, Bosca, Cinzano, Giuseppe Contratto, Martini & Rossi e Riccadonna.
All’inizio degli anni ’90 del Novecento un gruppo di sette importanti aziende spumantiere piemontesi si impegna in un progetto sperimentale, finalizzato a individuare le migliori pratiche dal vigneto alla cantina per la produzione di un metodo classico di alta qualità. Nel 2001 viene fondato il Consorzio Alta Langa e nel 2002, dopo più di 10 anni di lavoro, è riconosciuta la DOC Alta Langa come prima denominazione piemontese unicamente dedicata al metodo classico, che nel 2011 raggiungerà l’apice della piramide qualitativa con l’ottenimento della DOCG.
Primo metodo classico a essere prodotto in Italia, l’Alta Langa DOCG è stato designato dalla Regione Piemonte come Vino dell’Anno per il 2025.
Il Consorzio è partner della Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba, di Slow Food, della Banca del Vino e dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, oltre che partner tecnico del Teatro Regio di Torino.
Prodotto da uve Pinot nero e Chardonnay, l’Alta Langa DOCG è sempre millesimato, con affinamento minimo di 30 mesi sui lieviti, e può essere bianco o rosé, brut o pas dosé.
Nasce su colline alte (oltre i 250 m slm) nelle province di Cuneo, Asti e Alessandria, in un paesaggio unico per biodiversità e cultura. È quindi come detto il primo metodo classico d’Italia, con origini antiche.
I numeri dell’Alta Langa DOCG sono importanti, 3.200.000 bottiglie prodotte dalla vendemmia 2024, 490 ettari di vigneto una produzione stimata di 3.500.000 bottiglie dalla vendemmia 2025, 500 ettari di vigneto, 2/3 Pinot Nero e 1/3 Chardonnay, 85% mercato interno – 15% export.
Dal 2025 Giovanni Minetti ne è il nuovo Presidente. “L’eredità che raccolgo è importante – ha dichiarato Minetti – e il grande lavoro fatto dai miei predecessori rappresenta oggi una responsabilità e una sfida. L’Alta Langa è un vino straordinario, figlio di un territorio ricco di memoria e potenzialità. Lavoreremo affinché diventi sempre più un prodotto strategico per il Piemonte e per l’Italia del vino” (fonte, Vignaioli Piemontesi).
Paolo Rossino, direttore del Consorzio: “L’Alta Langa DOCG rappresenta oggi molto più di un semplice areale produttivo: è un patrimonio storico e culturale che ci è stato affidato e verso il quale sentiamo una grande responsabilità. Siamo consapevoli del valore di questa eredità e come Consorzio, lavoriamo ogni giorno per tutelarla e valorizzarla al meglio. Allo stesso tempo, viviamo con entusiasmo questa fase di crescita e di progressiva affermazione della denominazione, che sta conquistando riconoscimenti sempre più ampi grazie all’impegno condiviso dei produttori e alla qualità dei vini. Il nostro obiettivo è continuare su questa strada, consolidando l’identità dell’Alta Langa DOCG e rafforzandone il posizionamento sui mercati nazionali e internazionali”.
Una storicità simile, famosa in tutto il mondo deve essere garantita da scrupolosi controlli sia nella filiera, che in via preventiva. Ecco, dunque, come servizi investigativi mirati, quali due diligence, che modelli organizzativi efficaci ed efficienti possono tutelare le aziende, sia da un punto di vista economico che reputazione.
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