
Marilena Guglielmetti
Investigatore Criminologo
Secondo l’art. 590, comma 3 del Codice Penale, un infortunio sul lavoro può assumere rilevanza penale quando la prognosi delle lesioni è superiore ai 40 giorni. In questi casi, il reato di lesioni colpose viene perseguito d’ufficio, anche in assenza di querela da parte della persona offesa.
L’apertura di un procedimento penale avviene quindi automaticamente, con il coinvolgimento della Procura della Repubblica. Il datore di lavoro può trovarsi imputato se l’infortunio è riconducibile a una violazione delle norme in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro.
Responsabilità penale del datore di lavoro: obblighi e giurisprudenza
La giurisprudenza della Corte di Cassazione è chiara nell’attribuire al datore di lavoro un ruolo centrale nella prevenzione degli infortuni, stabilendo che questi “è sempre responsabile dell’infortunio occorso al lavoratore, sia quando ometta di adottare le misure protettive, comprese quelle esigibili in relazione al rischio derivante dalla condotta colposa del lavoratore, sia quando, pur avendo adottate le necessarie misure, non accerti e vigili affinché queste siano di fatto rispettate da parte del dipendente”.
In base a questo principio, il datore di lavoro può essere ritenuto penalmente responsabile anche quando l’infortunio è collegato a un comportamento colposo del dipendente, qualora risulti carente nell’adozione o nel controllo delle misure di sicurezza.
L’obbligo di vigilanza, infatti, non si esaurisce nella redazione del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), ma implica un’attività continua di sorveglianza sull’effettiva applicazione delle tutele previste. Solo un sistema di prevenzione realmente attuato può escludere responsabilità in caso di evento lesivo.
Condotta abnorme del lavoratore: quando la colpa è esclusiva del dipendente
Non sempre la responsabilità di un infortunio ricade sul datore di lavoro. La giurisprudenza riconosce che in alcuni casi la colpa può essere interamente attribuita al lavoratore, soprattutto quando questi adotta comportamenti del tutto estranei alla prassi aziendale o imprevedibili.
Si parla, in particolare, di ‘condotta abnorme’ quando il comportamento del dipendente presenta i caratteri di “abnormità, inopinabilità e esorbitanza, necessariamente riferiti al procedimento lavorativo tipico e alle direttive ricevute, in modo da porsi quale causa esclusiva dell’evento”.
Solo se tali condotte rappresentano la causa esclusiva dell’evento, si può escludere la responsabilità penale del datore. In caso contrario, quest’ultimo rimane comunque tenuto a vigilare.
Come prevenire un’inchiesta penale: sicurezza sul lavoro e obblighi aziendali
La sicurezza nei luoghi di lavoro, sia pubblici che privati, richiede una vera e propria programmazione da parte del datore di lavoro. Non si tratta solo di adempiere formalmente alla normativa, ma di gestire in modo attivo e consapevole le condizioni di rischio, attraverso misure concrete, per esempio:
- la valutazione dei rischi e la redazione di un DVR efficace;
- la formazione mirata e continua dei dipendenti;
- l’adozione di procedure preventive e dispositivi di protezione;
- il controllo costante che tali misure siano effettivamente rispettate.
Tale approccio si riflette anche sul piano contrattuale, con un carico obbligatorio maggiore per il datore, giustificato dal suo ruolo centrale nell’organizzazione e dalla responsabilità di tutelare l’interesse imprenditoriale nel rispetto delle regole.
Cosa fare in caso di infortunio sul lavoro con possibili risvolti penali
In presenza di un infortunio grave, il datore di lavoro è tenuto a seguire una serie di azioni immediate e documentabili, tra cui:
- attivare tempestivamente le procedure di soccorso e la denuncia all’INAIL;
- avvisare il RSPP (Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione) e il medico competente;
- documentare in modo dettagliato le circostanze dell’evento;
- collaborare con le autorità qualora venga aperto un procedimento penale;
- valutare, con il supporto legale, eventuali azioni di tutela, inclusa la consulenza tecnica o investigativa.
In definitiva, la gestione corretta di un infortunio sul lavoro, soprattutto quando può avere risvolti penali, richiede consapevolezza normativa, prevenzione concreta e prontezza operativa. Il datore di lavoro ha una responsabilità estesa, che non si limita agli obblighi formali ma comprende anche il controllo effettivo e costante dell’ambiente lavorativo. Per questo motivo, è importante sapere quando scatta la responsabilità penale, quali sono le eccezioni previste dalla legge e come comportarsi in caso di evento grave, allo scopo di tutelare l’azienda e i lavoratori.
In questi casi, può essere determinante affidarsi a professionisti specializzati in indagini aziendali e investigazioni difensive, come quelli messi a disposizione da Axerta.
Domande frequenti
Quando un infortunio sul lavoro è considerato reato penale in Italia?
Un infortunio sul lavoro è considerato reato penale quando comporta una prognosi di lesioni superiore a 40 giorni ai sensi dell’art. 590, comma 3 del Codice Penale, e sussistono violazioni delle norme di salute e sicurezza. In questi casi la Procura apre automaticamente un procedimento penale, anche senza querela della persona offesa, per accertare responsabilità del datore di lavoro o di altri soggetti coinvolti.
Quali sono gli obblighi del datore di lavoro per evitare responsabilità penali?
In Italia il datore di lavoro è tenuto a:
- redigere un Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) adeguato;
- garantire formazione e informazione ai lavoratori sui rischi specifici;
- adottare misure tecniche e organizzative efficaci;
- vigilare costantemente sull’effettiva applicazione delle misure di sicurezza.
Il mancato rispetto di questi obblighi può configurare responsabilità penale in caso di infortunio grave.
Che cosa si intende per “condotta abnorme” del lavoratore e quando esclude la responsabilità del datore?
La condotta abnorme è un comportamento del lavoratore del tutto estraneo alla prassi aziendale e imprevedibile rispetto alle mansioni e direttive ricevute. Si definisce tale quando presenta i caratteri di abnormità, inopinabilità ed esorbitanza tali da costituire causa esclusiva dell’evento lesivo.
Solo in questi casi la responsabilità penale del datore può essere esclusa, perché l’evento non è riconducibile a carenze nell’adozione o controllo delle misure di sicurezza.
Cosa fare subito dopo un infortunio sul lavoro con possibile rilevanza penale?
In caso di infortunio grave è fondamentale adottare tempestivamente azioni documentabili, tra cui:
- attivare procedure di soccorso e la denuncia all’INAIL;
- informare il RSPP e il medico competente;
- raccogliere documentazione e testimonianze;
- collaborare con le autorità giudiziarie se viene aperto un procedimento penale;
- valutare supporto legale o investigativo per tutelare l’azienda.
Affidarsi a professionisti specializzati in investigazioni aziendali e difensive può aiutare nella ricostruzione fattuale e nella gestione delle conseguenze penali.