Pronunciandosi su un ricorso relativo ad una sentenza con cui la Corte d’appello aveva confermato la condanna inflitta ad un imputato per aver dolosamente incendiato un negozio che aveva l’incarico di sorvegliare quale dipendente di una società di vigilanza privata, la Corte di Cassazione penale, Sez. I, con la sentenza 12 marzo 2024, n. 10378 – nel disattendere la tesi difensiva secondo cui erano da ritenersi inutilizzabili le videoriprese effettuate dalle telecamere di sorveglianza ed i tabulati GPS dell’autovettura aziendale nella disponibilità dell’imputato perché acquisiti senza rispettare la procedura prevista dalla convenzione di Budapest in materia di reati informatici – ha ribadito che poiché l’art. 234, c.p.p. prevede che “è consentita l’acquisizione di scritti o di altri documenti che rappresentano fatti persone o cose mediante la fotografia, la cinematografia, la fonografia e qualsiasi altro mezzo”, ciò impone di ritenere che, ai fini dell’utilizzazione, non abbiano alcun rilievo la natura del supporto e la modalità, analogica ovvero digitale, che garantiscono la conservazione e la visione del documento. Ne discende dunque che il regime di acquisizione dei documenti, anche se contenuti in un file memorizzato su di un supporto informatico, quale è un’immagine o una videoripresa riversata su di una c.d. chiavetta usb, un cd, un dvd o anche trasmesso a mezzo mail, non è mutato.

 

COMMENTO
a cura di Marilena Guglielmetti – Investigatore Criminologo

Interessante pronuncia che puntualizza i confini di utilizzabilità di prove digitali, sempre nel rsipetto della normativa. L’accertamento di immagini correttamente raccolte può come in questo caso fare la differenza nella ricostruzione probatoria delle responsabilità penali degli autori di un reato. La tecnologia a supporto delle indagini oggi rappresenta una sinergia vincente, a patto ovviamente che si rispettino tutti i parametri di raccolta.

Altri approfondimenti

Corte di Cassazione ordinanza n. 6787/2024

16 Aprile 2024
Lo sciopero va ritenuto legittimo se non determina un danno alla produttività, ma solo un eventuale svantaggio alla produzione. Lo precisa la Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 6787/2024. Il pronunciamento si riferisce al licenziamento irrogato ai lavoratori in sciopero per il trasferimento di un collega e sulla decisione...

Corte di Cassazione, ordinanza n. 6827/2024

16 Aprile 2024
È legittimo il licenziamento per giusta causa dei lavoratori che violano le procedure aziendali esponendo l’impresa a sanzioni. Lo stabilisce la Corte di Cassazione con l’ordinanza 6827/2024. Il caso vedeva coinvolti due dipendenti accusati di aver caricato della merce su un mezzo aziendale in modo irregolare, in aperta violazione...

Mirato SpA: un percorso di eccellenza tra tradizione e avanguardia nella sostenibilità e sicurezza sul lavoro

16 Aprile 2024
Nel contesto industriale italiano, Mirato SpA emerge come una realtà di spicco nel settore dell’igiene personale e della cosmesi, tracciando un percorso che da oltre mezzo secolo combina tradizione imprenditoriale e innovazione. Dall’introduzione del marchio Splend’Or negli anni ’60, l’azienda ha percorso una strada di continua crescita, arricchendo il...